Brasile, Lula rieletto a sorpresa: cosa significa per mercati, real e tassi

Il Brasile ha scelto, e i mercati non se lo aspettavano.

Al ballottaggio di domenica 25 ottobre Luiz Inácio Lula da Silva è stato rieletto con il 51,8% dei voti validi, contro il 48,2% di Flávio Bolsonaro. Nessun sondaggio pubblicato tra primo e secondo turno lo dava in vantaggio: il massimo previsto era un pareggio. Per Lula è il quarto mandato. Per gli investitori è un cambio di scenario che ha riportato al centro una sola domanda: la tenuta dei conti pubblici brasiliani.

Una rimonta senza precedenti

Al primo turno del 4 ottobre Bolsonaro era avanti, 47% contro 45%. In tre settimane il quadro si è ribaltato, ed è la prima volta dal ritorno del voto diretto nel 1989 che il candidato secondo al primo turno vince il ballottaggio.

  • Più votanti: al secondo turno si sono espressi 14,1 milioni di voti validi in più rispetto al primo, grazie al calo di astensioni, schede bianche e nulle.

  • Chi li ha presi: Lula ne ha conquistati 10,4 milioni, Bolsonaro 3,7 milioni. In pratica, circa tre voti “nuovi” su quattro sono andati al presidente uscente.

  • Il margine finale: oltre 4 milioni di voti, il doppio del distacco con cui Lula aveva battuto Jair Bolsonaro nel 2022.

La contestazione non cambia il quadro

Flávio Bolsonaro ha dichiarato di non riconoscere l’esito e ne ha chiesto l’annullamento. Il motivo indicato è la proroga di due ore dell’apertura dei seggi, disposta per i disservizi del trasporto pubblico in alcuni stati.

Le autorità elettorali hanno confermato il risultato, precisando che l’estensione non ha avuto effetti sostanziali sul voto. La lettura è condivisa da gran parte degli analisti: la proroga è arrivata quasi all’orario di chiusura previsto e lo scarto supera i 4 milioni di voti. Lo stesso Partido Liberal di Bolsonaro ha poi riconosciuto la vittoria di Lula.

Mercati: lo shock è stato quasi quello atteso

La sera del voto un sondaggio tra 64 operatori di mercato stimava, per l’apertura di lunedì, un calo della Borsa intorno al 15%, un deprezzamento del real di circa il 10% e un rialzo dei tassi a medio-lungo termine tra 150 e 210 punti base. Le previsioni si sono rivelate molto vicine alla realtà.

  • Ibovespa: gli operatori si aspettavano circa -15%. L’indice ha chiuso a -13,9%, dopo aver toccato -17% durante la seduta.

  • Real brasiliano: atteso un deprezzamento di circa il 10% sul dollaro. In chiusura la perdita è stata di circa l’8,8%.

  • Ibovespa in dollari: sommando il calo della Borsa e quello della valuta, l’indice ha perso il 21%, la peggior seduta dal 1994.

La Borsa di San Paolo ha attivato il circuit breaker per la prima volta dal crollo di marzo 2020. Il movimento ha cancellato in un giorno il premio che i mercati avevano costruito dopo il primo turno, quando una vittoria di Bolsonaro era data per probabile. La seduta di martedì ha portato solo un timido assestamento.

Il vero nodo è il bilancio pubblico

Per gli investitori la preoccupazione principale resta la disciplina fiscale. Nelle ultime settimane di campagna Lula ha presentato diverse promesse e iniziative con un impatto rilevante sui conti pubblici, e i mercati dubitano che il contenimento della spesa diventi una priorità del nuovo mandato.

Questo si traduce in un premio per il rischio più alto su tutte le asset class, ma a soffrire di più dovrebbero essere i tassi di interesse:

  • Scadenze brevi: un real più debole rende le importazioni più care e spinge l’inflazione, limitando lo spazio della banca centrale.

  • Scadenze lunghe: con un debito pubblico all’82% del PIL, la traiettoria è giudicata poco sostenibile e il mercato chiede rendimenti più alti per finanziarla.

Un’economia già in frenata

Il voto arriva in una fase delicata. La crescita del terzo trimestre potrebbe essere stata negativa e il rallentamento dovrebbe proseguire almeno fino alla prima metà del 2027. Tassi elevati più a lungo, o addirittura nuovi rialzi, ora più probabili, peserebbero ulteriormente su famiglie e imprese, già molto indebitate.

Cosa potrebbe cambiare lo scenario? Due segnali in particolare:

  • Misure di contenimento della spesa annunciate in tempi brevi.

  • La scelta della squadra economica, a partire dal Ministro delle Finanze: un profilo gradito ai mercati ridurrebbe il premio per il rischio.

Al momento, però, la probabilità che questi sviluppi si concretizzino viene giudicata bassa.

In sintesi: la rielezione a sorpresa di Lula ha spostato l’attenzione dei mercati dalla politica ai conti pubblici. Il crollo di Borsa e real nella prima seduta riflette un premio per il rischio fiscale tornato a salire, e difficilmente l’aggiustamento si esaurirà in pochi giorni. Nelle prossime settimane i segnali da seguire saranno le nomine economiche e le prime indicazioni sulla politica di bilancio del nuovo mandato.

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